
San Siro, Inter e Milan danno l’ultimatum: proposta acquisto valida entro il 30 settembre
Lo stadio San Siro resta al centro di una trattativa complessa che coinvolge il Comune di Milano, l’Inter e il Milan. Due le date cruciali: il 30 settembre 2025, termine ultimo per la validità della proposta di acquisto dei club, e il 10 novembre 2025, data in cui dovrebbe scattare il vincolo della Sovrintendenza sul secondo anello del Meazza. Oltre quel giorno, qualsiasi operazione di vendita rischierebbe di essere annullata. Per questo motivo i club hanno ribadito la volontà di chiudere l’accordo entro settembre.
I tempi stretti della trattativa
La proposta presentata da Inter e Milan a marzo 2025 riguarda non solo lo stadio, ma anche le aree circostanti, per un progetto che prevede il parziale abbattimento del Meazza e la costruzione di un nuovo impianto da 71mila posti, accompagnato da spazi commerciali, uffici, aree verdi e un museo. L’Agenzia delle Entrate aveva fissato il prezzo della vendita a 197 milioni di euro, ma le parti hanno raggiunto un accordo preliminare intorno ai 160 milioni, grazie a uno sconto sugli oneri per le opere di pubblica utilità.
Il percorso, già ricco di ostacoli, si è ulteriormente complicato a luglio, quando le indagini della Procura di Milano sull’urbanistica hanno coinvolto il sindaco Beppe Sala e altre figure chiave dell’amministrazione. Pur non riguardando direttamente la trattativa per lo stadio, la vicenda ha spinto alcuni consiglieri del PD a chiedere un rinvio, con l’effetto di far slittare tutto a settembre.
Le difficoltà politiche
In Consiglio comunale la delibera per la vendita dovrà essere votata dalla maggioranza. Al momento i numeri sembrano a favore, ma alcuni consiglieri si sono dichiarati contrari e altri hanno manifestato dubbi sul prezzo e sulle condizioni dell’accordo. Per sciogliere le ultime incertezze, sono previsti incontri tra i rappresentanti della giunta e i capigruppo.
Il sindaco Sala ha ribadito che “il Consiglio comunale deve esprimersi entro fine settembre se vogliamo rispettare, come mi pare doveroso, il vincolo posto dalla Sovrintendenza”. Resta quindi un mese decisivo per evitare che la trattativa cada nel vuoto e che le società debbano tornare a considerare alternative, come il progetto di San Donato già avviato dal Milan.
I vincoli culturali e le contestazioni
Oltre alle difficoltà politiche, la vendita di San Siro deve fare i conti con i vincoli culturali. La Sovrintendenza ha chiarito che dal 10 novembre 2025 scatterà la tutela sul secondo anello che ne impedirebbe l’abbattimento. Alcuni comitati cittadini hanno però sostenuto che il vincolo sarebbe già attivo. Proprio per questo sono stati presentati più ricorsi al TAR basati su documenti fotografici. Il tribunale amministrativo ha respinto le richieste di sospensiva, ma la questione resta aperta.
Ulteriori ostacoli derivano dalla presenza delle 27 targhe celebrative collocate sulla tribuna Ovest, considerate un archivio pubblico esposto ai sensi del Codice dei beni culturali. Questi elementi non possono essere rimossi o distrutti, rendendo ancora più complesso il percorso verso la cessione.
C’è anche un altro aspetto che ha ulteriormente complicato la vicenda. Nel 2024 la società WeBuild aveva elaborato uno studio di fattibilità per la ristrutturazione del Meazza, stimando un costo di circa 371 milioni di euro, meno della metà dei 810 milioni necessari per un nuovo impianto. Secondo alcune ricostruzioni però quel documento non sarebbe mai entrato negli archivi comunali alimentando ulteriori polemiche sul processo decisionale.
Le incognite sul futuro
La questione dei vincoli e dei costi si intreccia con i tempi stretti per la vendita. Se l’accordo non verrà approvato dal Consiglio comunale entro settembre, il rischio è che Inter e Milan riaprano i dossier su San Donato e Rozzano, alternative già considerate in passato. In ogni caso, anche in caso di via libera, i lavori non inizierebbero prima delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, con una conclusione ipotizzata per il 2031. Inoltre, da non sottovalutare, c’è la bocciatura della Uefa per permettere all’impianto di San Siro di ospitare partite degli Europei 2032, vero grande obiettivo per tutto il movimento calcistico nazionale. L’attuale struttura non rispetta gli standard richiesti e secondo quanto riferito durante il summit in cui è stata analizzata la vicenda, anche una ristrutturazione profonda dell’impianto non sarebbe sufficiente.
Tutte le tappe per l’acquisto dello stadio San Siro
A marzo 2025 Inter e Milan hanno presentato l’offerta di acquisto di San Siro e delle aree circostanti così da concludere la trattativa prima del 10 novembre 2025, data in cui scatta il vincolo della Sovrintendenza sul secondo anello. A luglio il Comune avrebbe dovuto decidere sulle sorti dell’impianto dopo aver raggiunto un accordo con entrambi i club ma l’apertura di più inchieste sull’urbanistica, ha spinto il sindaco Sala a rinviare la decisione a settembre.
Il termine di validità della proposta di Milan e Inter di circa 160 milioni di euro è il 30 settembre 2025, dopo quella data non ci saranno più proposte e/o trattative. Il progetto del nuovo stadio prevede un impianto da 71mila posti, aree commerciali, uffici, hotel e una piazza pubblica. A prescindere dalle tempistiche richieste, restano i vincoli culturali e i ricorsi dei comitati cittadini che potrebbero ulteriormente ostacolare il processo di vendita.
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